Il settore della formazione digitale è in continua evoluzione: è questo il primo punto da conoscere per comprendere i principi e-learning, che quindi si adattano ai tempi che corrono. Le lancette dell’orologio scorrono sempre in avanti: così la tecnologia, secondo dopo secondo, si afferma sempre di più come punto di riferimento. L’efficacia dell’e-learning risiede proprio in questo: è una formazione su misura dei bisogni di tutti. E, in materia di accessibilità, pone tutti nelle stesse condizioni e opportunità di imparare e di non rimanere indietro. Un approccio che possiamo definire rivoluzionario.
L’approccio dell’e-learning: sulla tecnologia e sull’utente
Prima di tutto, sappiamo che l’approccio dell’e-learning, stando a Richard E. Meyer, sono due: una parte è incentrata sulla tecnologia (quest’ultima pone soluzioni, e non pone limiti) e l’altra è sull’utente (con ovvi vantaggi sull’accessibilità e-learning. In questo modo i due approcci si uniscono per andare a rispondere a ulteriori principi, tra cui quello di coerenza, di contiguità spaziale e temporale, di multimedialità, di personalizzazione e tanto altro.
Se sentiamo sempre più spesso parlare di e-learning, c’è un motivo, del resto: durante la Pandemia di Covid-19, abbiamo sperimentato tutti la formazione a distanza. Sia le scuole quanto gli istituti di formazione, o ancora la formazione aziendale, ha scelto di investire nelle piattaforme e-learning per offrire a tutti, studenti e dipendenti, l’opportunità di continuare ad aggiornarsi e di studiare.
Il concetto di e-learning non è recente: è nato già nell’Ottocento, più precisamente si è inizialmente diffuso nelle università anglosassoni, dove si prevedevano dei corsi di formazione a distanza. Certo, erano molto diversi rispetto alla formazione e-learning che intendiamo oggi, con PC, internet, piattaforme dedicate, moduli digitali. Ma è un primo step per comprendere le potenzialità dello studio alla portata di tutti.
Accessibilità nell’e-learning, cosa significa?
Quando si menziona l’e-learning, sentiamo sempre la parola “usability”. Cosa significa? Partiamo da qui per spiegare l’accessibilità nell’e-learning: si riferisce all’esperienza individuale degli utenti che usano quotidianamente il materiale. La domanda da farsi, in questo caso, è la seguente: il corso è accessibile a tutti? Oppure no? L’essenza stessa dell’e-learning si fonda su un aspetto essenziale: i contenuti educativi devono poter essere usati da tutti, a prescindere dalle abilità.
Per offrire un’esperienza di apprendimento con alta usability, è possibile rifarsi alla Legge 9/2004 n.4 (con riferimento alle Web Content Accessibility Guidelines WCAG), e questo vale in particolar modo per le amministrazioni pubbliche e per le industrie che offrono nel tempo corsi di formazione ai propri dipendenti.
Contenuti accessibili: il primo passo verso un futuro più inclusivo
L’e-learning è sostenibile, sì, ma è anche inclusivo. Dobbiamo ricordare questo punto: quando si sceglie di creare dei corsi di formazione, è essenziale ricordare che non esiste un solo tipo di disabilità. Come spiega l’Organizzazione Mondiale della Sanità: “La disabilità non è solo un problema di salute. È un fenomeno complesso che rispecchia le interazioni tra le caratteristiche fisiche di una persona e le caratteristiche della società in cui questa persona vive“.
Di conseguenza, ogni persona potrebbe avere bisogno di una accortezza diversa, come un riconoscitore vocale, uno screen-reader, oppure c’è chi non riesce a leggere i blocchi di testo grossi, o chi ha difficoltà a riconoscere determinate combinazioni di colore.
Per redigere contenuti accessibili, gli sviluppatori di un LMS si rifanno su quattro principi, ovvero la percettibilità, l’utilizzabilità, la comprensibilità e la solidità. Non solo nell’e-learning stesso, in ogni caso, si va sempre più incontro a una progettazione universale, perché l’accessibilità sul web è un punto indispensabile.
Lo studio su misura di tutti
Naturalmente, una piattaforma e-learning “su misura” consente di accedere a ulteriori vantaggi, come la personalizzazione dei contenuti, la flessibilità, l’adattabilità, un maggiore coinvolgimento degli utenti e, soprattutto, permette a chi eroga i corsi di monitorare e valutare continuamente i progressi degli studenti.
L’e-learning, come abbiamo visto, è un concetto che esiste già da un po’, ma la parola è stata inventata alla fine degli anni ’90 da Elliot Maise: “Il modo in cui la tecnologia di rete progetta, distribuisce, seleziona, amministra ed espande la formazione“. In questi anni, si sono compiuti ulteriori passi in avanti verso una formazione sempre più inclusiva, accessibile e sostenibile. E ne compiremo ancora, dopotutto: perché la tecnologia stessa è fatta per evolversi, per rispondere alle esigenze di tutte le persone. E lo studio, sì, è un’esigenza primaria.