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February 18, 2012 23:56

economia a scuola

Vi segnalo l’intervista radiofonica sulle frequenze di Radio Blu fatta ad Emanuela Rinaldi (ricercatrice in sociologia dell’Università del Sacro Cuore) e a Giovanna Boggio Robutti (PattiChiari) sull’educazione finanziaria rivolta ai giovani.

Ho trovato molto interessanti alcune considerazioni.

Il fatto, ad esempio, che i bambini non nascano con il senso del denaro, è un aspetto su cui spesso rifletto, quando, ad esempio, parlo del sistema dei prezzi che usiamo tutti i giorni. Ragionare in termini di prezzi nominali, ad esempio, è soltanto una delle possibilità, non necessariamente l’unica o la migliore. In questo senso l’educazione finanziaria va ritenuta “un pezzo del bagaglio culturale dei cittadini del domani”, aggiungo io, nel senso della cultura come modo di essere e di comportarsi, non come quantità di informazioni da imparare a memoria. Dalla mia esperienza il percorso di Patti Chiari che sta girando l’Italia è forse più concentrato sull’aspetto della diffusione delle informazioni che non sull’attenzione ai comportamenti e agli atteggiamenti da tenere, quando facciamo scelte di tipo finanziario.

Mi ha colpito molto una frase che ho sentito: “la nostra è una generazione meno ricca di quella dei nostri genitori”. Qui c’entra e non c’entra l’educazione finanziaria, o meglio c’entra parecchio per quanto mi riguarda, laddove l’educazione finanziaria è soltanto una parte del modo di essere e di comportarsi di un cittadino. Mi sono chiesto subito di che tipo di ricchezza stessero parlando le intervistate e ho capito, ascoltando l’intervento, che si parlava soprattutto di una ricchezza monetaria, finanziaria. Che la nostra ricchezza si misuri in denaro è una interpretazione. Che si sappia, almeno.

Sull’ambiguità dell’atteggiamento dei genitori mi sento di dire che sono d’accordo. Da un lato i genitori desiderano trasmettere un più corretto senso del denaro, dall’altro danno (in generale) un esempio discutibile dell’utilizzo del denaro e pensano di proteggere i propri giovani con un’infanzia spensierata, lontana dal tema del denaro.

 

 

 

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Posted in: A.Cajelli

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