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February 14, 2012 03:23

mutui in picchiata

A gennaio crollano i numeri dei mutui, in Italia.

Secondo i numeri raccolti da Eurisc, il sistema di informazioni creditizie di Crif, nel primo mese del nuovo anno sarebbe proseguito il calo delle richieste di mutui ipotecari. Questa volta, però, il ruolo da leone nel determinare il calo ulteriore lo ha giocato il rialzo dei tassi di interesse, ormai stabilmente al di sopra del 4% .

Secondo i dati resi noti, le domande di mutuo sarebbero addirittura calate del 44% rispetto a un anno fa.

Ogni anno 500.000 famiglie fanno domanda per accedere ad un debito che li aiuti ad acquistare la casa. Quest’anno, complice la poca voglia da parte delle banche di concedere mutui e il prezzo ormai altissimo degli spread praticati, il numero dei potenziali mutuatari rischia (dalle stime fatte) si assestarsi alla metà: 250.000.

Faccio notare che non stiamo parlando di un tasso alto ma di un alto spread, cioè il guadagno della banca. Perché la questione è questa: alle banche costa di più prendere a prestito il denaro, perché hanno fatto errori, perché non si fidano l’una con l’altra, perché, perché, perché. E il prezzo lo pagate voi che dei soldi avete bisogno per la casa.

I mutui che ‘passano’, si direbbe in gergo, sono mediamente di 134.000 euro (in calo rispetto al passato) con una durata che si allunga (il 30% del totale è stabilmente compreso tra 25 e 30 anni). Quindi meno soldi e per più tempo. Se poi andiamo nel dettaglio, le domande di finanziamento sono presentate (per oltre il 64%) da clienti tra 25 e 44 anni.

Quello che mi viene in mente, ogni volta che leggo stime simili, è che le banche hanno abdicato al ruolo di sostegno all’economia. Se i centinaia di miliardi di euro consegnati a dicembre dalla BCE fossero stati forzatamente veicolati a favore delle famiglie e delle imprese, anziché investiti in titoli di stato, credo che non saremmo in queste condizioni.

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Posted in: A.Cajelli

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